Verbale della riunione nazionale del 3 maggio

socialisti in movimento 2

La riunione nazionale dei Socialisti in Movimento ha preso in esame la situazione politica ed organizzativa dell’area socialista e di tutta la sinistra dopo la pesante sconfitta subita nelle ultime elezioni nazionali ed in quelle regionali di Molise e Friuli Venezia Giulia.

Nella sua introduzione Angelo Sollazzo ha fatto rilevare la inconsistenza, nell’attuale quadro politico,  della sinistra italiana. L’analisi del voto, già fatta nell’ultima Riunione, mostra un quadro desolante ed inquietante per il futuro della stessa.

Il PSI, a cui gran parte del Movimento è ancora iscritto, è stato ridotto, da una sciagurata politica di appiattimento alle tesi renziane, ai mimimi termini, mai così in basso. Oggi si pone il problema della nostra presenza o meno in detto contenitore, che non ha più alcuna caratteristica di un partito socialista. Partito che si avvia all’estinzione ovvero alla confluenza in qualche nuova formazione partitica renziana. Sollazzo ha anche rilevato la giustezza delle nostre numerose critiche al progetto di Liberi e Uguali. Dopo un inizio promettente gestito dai giovani Speranza, Civati e  Fratoianni, la vecchia guardia li ha estromessi di fatto, auspice il solito Bersani, affidando il movimento ad un papa straniero, quel Grasso completamente  digiuno di politica, senza eloquio alcuno ed incapace di articolare un solo concetto politico, sostenuto da una signora altera, la Boldrini, con una evidente puzza sotto il naso, espressione di una sinistra borghese e radical-chic.  Socialisti in Movimento hanno sostenuto gli sforzi della iniziativa autoconvocata di Livorno, ne hanno apprezzato i contenuti e parimenti faranno con l’evento che si dovrebbe tenere in autunno a Rimini. SIM continuerà ad operare ed esistere fino a quando il suo fine ultimo di una nuova casa comune dei socialisti, chiaramente collocata a sinistra e contraria alle politiche liberiste di Renzi, non sarà raggiunto.

Il disastro di LeU è stato superiore ad ogni previsione e bene  hanno fatto Socialisti in Movimento a non aderire  a LeU fin dall’iniziativa de 2l dicembre scorso, mancando le minime condizioni per una presenza socialista richiesta e riconosciuta. LeU ha pensato solo alla conservazione del proprio ceto politico, senza programma e prospettiva alcuna. Sul PD abbiamo detto più volte e siamo giunti alla resa dei conti tra l’anima governista ad ogni costo e quella movimentista. Renzi dopo i guasti commessi con l’allontanamento da ogni pur minima colleganza alla sinistra, si appresta a fare un partito suo, macronista e liberale, cui pare che anche il vertice dell’attuale PSI sembra destinato ad aderire. I socialisti, ha concluso Sollazzo, devono avere come obbiettivo la ricostruzione della loro casa comune, essere presenti alle sfide elettorali con il proprio nome e simbolo, non necessariamente per eleggere qualcuno ai primi tentativi, ma per rimarcare la validità della loro proposta politica, dei loro ideali e della loro autonomia nell’attuale desertificazione del panorama politico italiano.

L’assenza dalle liste, e non quelle con artefizi volti a supportare il padrone di turno, produce disamore tra gli elettori socialisti e l’allontanamento diventa sempre più abbandono degli ideali di riferimento.

Roberto BISCARDINI ha rilevato la esigenza della ricostruzione della sinistra a trazione socialista, riconoscendo gli errori di LeU. Auspicando che le forze pur presenti nella sinistra italiana, che si richiamano al socialismo, possano rompere gli indugi ed unitariamente lavorino con noi per un nuovo soggetto politico socialista.  Auspicando  che le forze pur presenti nella sinistra italiana, che si richiamano al socialismo, possano rompere gli indugi ed unitariamente lavorino con noi per un nuovo soggetto  politico socialista. Proprio lo stato confusionale in cui si ritrova la sinistra ,dopo il voto del  4 Marzo, deve rafforzare la nostra iniziativa per la costruzione di un nuovo movimento socialista con una piattaforma limitata ma assolutamente chiara. Un’area socialista che non può essere caratterizzato  solo dai socialisti di un tempo ma deve guardare a tutti coloro che pur non socialisti nel passato sono disposti oggi a lavorare in questa prospettiva e soprattutto  ai giovani che possono ma confermando la giustezza del voto che lui stesso ha dato a quella formazione politica ed trovare  più nella parola socialista che non nella parola sinistra un punto di riferimento e di impegno politico. Per quanto riguarda il PSI che sembrerebbe incapace di riconoscere i macroscopici errore di Nencini la gravità dei voti dati a favore delle pseudo riforme di Renzi, nonché l’imbarbarimento della gestione interna al partito, c’è solo da sperare che qualcosa possa cambiare affinché alcuni di loro possano partecipare al processo di rinascita socialista abbandonando una nave ormai affondata. Non dimentichiamoci che la rottura con il PSI non è avvenuta su questioni di poco conto ma sulla vicenda sostanziale e democratica del referendum del 4 Dicembre 2016.

I compagni di Socialisti in Movimento- ha affermato Biscardini- devono porsi il problema  se continuare a far parte di una comunità la cui dirigenza ha prodotto una mutazione genetica dell’identità socialista ed escluso  tanti compagni, rei di contrastare un disegno pericoloso per il futuro del socialismo italiano.

Infine Biscardini ha sollevato il problema della nostra partecipazione alle elezioni, avvicinandosi le amministrative (occasione che sembra ormai persa) e presto le elezioni europee e forse quelle politiche.

Felice BESOSTRI  ha preso in esame la situazione dell’attuale composizione del Parlamento, della assoluta incostituzionalità dell’attuale legge elettorale che la Corte esaminerà il 4 Luglio, e della crisi dei socialisti in tutta Europa. I socialisti che si alleano con la destra vanno irrimediabilmente incontro a pesanti sconfitte, quelli che tengono la barra dritta e che perseverano in posizioni chiaramente socialiste e di sinistra riescono a  reggerebbe all’urto aggressivo della destra ed in alcuni casi anche a vincere. Besostri ha anche tracciato la situazione politica in alcuni Paesi e la necessità di una rivisitazione delle posizioni del partito socialista europeo.

Per proseguire l’impegno per dopo Livorno è essenziale  che SiM o come si chiamerà sia coinvolta  a pieno titolo nell’elaborazione dei documenti del convegno di Rimini la cui data va fissata comunque prima delle eventuali elezioni politiche anticipate. Per quanto riguarda il 2019 spero che tutti sappiano che oltre che le europee ci sono le regionali in Abruzzo, Emilia Romagna, Calabria, Piemonte e Sardegna. Regioni dove i promotori di Livorno e SiM hanno una presenza organizzata. Prima che nascesse LeU ho detto che ogni ricomposizione a sinistra non sarebbe stata attrattiva e credibile se non nasceva con l’obiettivo di presentarsi soltanto alle politiche. Pensare di decidere dal centro significa non presentarsi con lo stesso simbolo se non c’è accordo unanime. In Lazio in alleanza con il PD e in Lombardia contro, in Friuli no si sono presentati. Per principio sono i locali a dover decidere con procedure partecipate e trasparenti. Se non si è in grado meglio enunciare che in Italia non ci sono le condizioni per partecipare alle elezioni , ma allora liberi tutti.

Aldo POTENZA ha ricordato l’importanza della scelta di autonomia ed identità di Socialisti in Movimento , poiché   con MDP prima e LeU dopo non si andava da nessuna parte, come successivamente è stato dimostrato dai risultati elettorali. Tali compagni hanno perseverato nell’errore di vecchia abitudine comunista nel sentirsi autosufficienti, culturalmente superiori e detentori di ogni verità. Con questa premesse i socialisti hanno il dovere di tenerli a distanza anche per il fatto non hanno mai voluto riconoscere ufficialmente l’importanza di una presenza socialista al loro interno, per questo fu giusto disertare la loro Assemblea costitutiva del 3 Dicembre e non partecipare ufficialmente  alle loro attività pur appoggiando, dove possibile, alcuni nostri candidati nelle loro liste.  Potenza ha riferito sulle questioni del PSI in Umbria, rilevando come sia oltremodo difficile avere una qualche possibilità di nuovo rapporto con la dirigenza del Partito pur essendo ancora iscritti allo stesso. Potenza, infine, ha riferito sui risultati del Convegno di Livorno e sulla preparazione della Conferenza di Rimini.

Quindi sono intervenuti i compagni di  alcune regioni i cui interventi vengono richiesti per la pubblicazione sul nostro Blog.

Roma 3 maggio 2018


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