Le avventure di Conte, ovvero del Barone di Munchausen. di Alberto Angeli

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Come un prestidigitatore di professione il Presidente del Consiglio Conte si è presentato al Senato illustrando l’accordo sulla manovra economica, faticosamente raggiunto con Bruxelles , ovvero con Juncker, senza rinunciare al cambiamento e alle riforme, ma rideterminando il deficit di bilancio, inizialmente indicato per 2019 al 2,4, che scende al 2,04 ( circa 10 miliardi di tagli ). Una manovra di bilancio completamente trasformata nei numeri quindi, presentata come un successo del Governo populista nonostante le rigidità dei burocrati dell’Europa, una manovra economica   (abracadabra !) definita da Conte vantaggiosa per il nostro Paese e l’Europa. Invero, si tratta di un misero  espediente di paranomasia. Infatti, il nuovo deficit del 2,04 ha una terminazione assimilabile all’indicatore numerico 2,4, assunto come deficit nel primo testo di Finanziaria progettata per il 2019, approvata dalla Camera a cui dovrà ritornare dopo che il Senato avrà votato la manovra di Bruxelles. Tuttavia, Conte e i suoi Vice assicurano il popolo che nulla è cambiato del programma: quota cento e cittadinanza sono assicurati senza alcuna variazione, per cui la povertà sarà sconfitta, come urlato dalla terrazza dall’euforico Di Maio dopo il Consiglio dei Ministri. Ma i commissari di Bruxellese hanno imposto aggiustamenti per 10 mld di Euro, con l’accantonamento di 2 mld nel caso di sforamenti,  e  una manovra sull’IVA per il 2020 e 2021 di circa 53 miliardi. Inoltre, sono imposti tagli( con tagli applicati perfino sulle pensione oltre 1522 euro mensili )indispensabili per intervenire effettivamente sulla parte strutturale del debito, riconducendo la crescita ad un incerto e magro 1% dall’’1,5%  come prossemicamente sostenuto da Tria e compagni.

Ma l’Avatar di Tria o Avvocato del Popolo, come spesso ama definirsi Conte sostenendo  l’originalità e l’audacia del documento di bilancio che, assicura, costituisce una nuova frontiera del pensiero economico in materia di governance , nonostante le contestazioni e le critiche  della BCE, di Visco e del Fondo Monetario e di tanti altri Istituti qualificati Ma per loro fortuna, favoriti  dalla rivolta dei Gilet gialli, che ha indotto la commissione di Bruxelles ad una maggiore disponibilità a trovare un compromesso, con la sospensione dei ventilati provvedimenti di infrazione delle regole Europee, si ubriacano con le loro parole fino al paradosso di smentirsi a vicenda.  Come il Barone di Munchhausen, la cui storia fantastica e meravigliosa lo consegna alle avventure sul cielo a cavallo di un proiettile, anche il nostro Conte volteggia sopra le menzogne, raccontando storie sui grandi cambiamenti che spazzeranno disuguaglianze e povertà per la felicità del popolo.

Ma intanto. L’osservatorio Cpi, diretto da Paolo Cottarelli, ci ricorda che il Reddito di Cittadinanza, allo stato della manovra, non supererà le 80 euro mensili per ogni componente la platea dei circa 6 milioni di poveri a cui si devono aggiungere i pensionati al di sotto della soglia di povertà, cioè le 780 € mensili X 12         = 9360,00 annuali.

Per capire di cosa si sta parlando, di seguito sono illustrati i dati dell’INPS relativamente alle pensioni in essere dal 1 gennaio 2018 e i rispettivi importi che il lavoro del Cpi non ha esaminato. INVALIDI CIVILI PER COMPOSIZIONE IMPORTO dal 1-01-2018 (ciechi, sordomuti, invalidi totali, invalidi parziali) ascendono a n. 2.663. 200 per un importo medio mensile di € 493,91. Per cui,  l’importo medio del reddito pensionistico risulta pari a 280,00 (arrot.) X per 2.663.200, la somma totale per il finanziamento del reddito ascende a € 745.196.000 mensili, pari ad un totale per il 2019  a € 8, 9 miliardi. A questi dati vanno aggiunti gli assegni sociali, pari a n. 861.311 pensioni per un importo mensile € 513,00, l’assegno di cittadinanza come differenza corrisponde a € 267,00 ( quindi 780,00 ),=  per cui la differenza risulta € 3.204 annuali ( 12 mensilità )X 861311 per un importo di € 2.311.720.370.

A questi dati di pensione dovremmo poi aggiungere le pensioni dirette, di reversibilità o comunque integrate al minimo che superano le 600.000 per un importo che va oltre il 1.500.000.

I dati forniti, se aggiunti a quelli sulla povertà elaborati dal centro di Carlo Cottarelli, ci consegnano una realtà inverosimile per qualsiasi operazione di verità sul reddito di cittadinanza. Ma poi, chi finanzia effettivamente la battaglia contro la povertà? Si consideri che il bilancio dello stato ha oltre 800 miliardi, una cifra monstre che per circa il 70% è formato dalla tasse pagate dai pensionati e dai lavoratori dipendenti ( cioè oltre 560 miliardi !); dato che include pensionati da 1522 € mensili ai quali non sarà riconosciuta per il 2019 e seguenti nessun adeguamento all’inflazione, come da sentenza della Corte Costituzionale ( pensione da 21.000 € lordi anno cioè 16.000 circa netti l’ anno !). I pensionati e i lavoratori pagano il reddito e questa politica economica scellerata, mentre i ricchi rispondono: Io me la cavo!

Rivolgo a tutti gli Auguri di pace per le feste, sperando ( con la rabbia nel cuore ) che il 2019 sia l’anno del cambiamento.

Alberto Angeli


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